Negli ultimi anni, il rapporto tra spesa pubblica e prodotto interno lordo è crollato, con gravi ripercussioni sulla sanità. Nel triennio 2024-2026, la spesa sanitaria aumenterà appena dell'1,1%, una percentuale insufficiente a garantire la tenuta del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Tra le cause principali di questa crisi si annoverano il costante definanziamento pubblico, un'inefficace governance Stato-Regioni e l'inascoltata sofferenza dei professionisti sanitari, che da decenni operano in condizioni critiche per compensare le scelte sbagliate di una dirigenza politica miope. La sanità pubblica è allo stremo, indebolita dalla fuga di personale sanitario, dalla demotivazione professionale e dalla crescente influenza della sanità privata. Fattori come la crisi energetica, l'inflazione, le aspettative irrealistiche dei cittadini e la riduzione dei fondi pubblici contribuiscono a spingere il SSN verso il collasso. I dati parlano chiaro: tra il 2021 e il 2022, oltre 15.000 infermieri hanno lasciato la sanità pubblica. Se il trend attuale non sarà invertito, entro il 2030 le dimissioni supereranno quota 40.000, portando alla chiusura di almeno altri 44 ospedali. Questo significherebbe la perdita di oltre 6.278 posti letto, con il rischio concreto di superare i 130 ospedali chiusi e di compromettere irrimediabilmente l'accesso alle cure. Se non si interviene subito, nel 2030 avremo la metà degli ospedali rispetto al 2010. Il SSN sta crollando, mentre la politica resta a guardare. Un Contratto Vergognoso e un Sistema Bloccato Il problema non è solo il contratto, che rappresenta un'offesa ai professionisti sanitari: Gli stipendi non rispecchiano il valore del nostro lavoro. Le progressioni di carriera sono riservate a pochi eletti. La maggior parte degli infermieri è esclusa dall'area contrattuale più alta. La mobilità rimane un miraggio. L'indennità di esclusività è riservata ai soli medici. I buoni pasto sono considerati un privilegio, anziché un diritto. La professione infermieristica, nonostante l'elevato numero di infortuni e casi di burnout, non è ancora riconosciuta come usurante. Il Ruolo di Nursing Up: Una Lotta Senza Sosta Dal 2021, Nursing Up ha organizzato 22 manifestazioni in tutta Italia, ottenendo l'indennità infermieristica e maggiori risorse per i professionisti sanitari. Abbiamo portato le nostre istanze ai Prefetti e ai Presidenti di Regione, chiedendo loro di sostenere la causa presso il Governo. Mentre altri sindacati, come Cisl, Fials e Nursind, si limitavano a presenziare davanti alle telecamere senza ottenere risultati concreti, noi abbiamo continuato a lottare, anche nel silenzio mediatico. La Chiamata all'Azione Dobbiamo chiedere il giusto: 2.500 euro di stipendio minimo, una cifra che rispecchia il valore di una professione intellettuale e che rappresenta il minimo della media OCSE. Non chiediamo privilegi, ma semplicemente ciò che ci spetta. Per raggiungere questo obiettivo, la categoria deve unirsi sotto un unico sindacato forte. Dobbiamo dare il 51% dei voti al Nursing Up, per poter finalmente incidere sulle scelte politiche e contrattuali. Non abbiamo nulla da perdere, ma tutto da guadagnare. Unisciti a Noi Se lavori in Emilia-Romagna come professionista sanitario, contattaci: WhatsApp o Telegram: 3401210916 Email: lapaginadinursingup@yahoo.com Che tu voglia essere attivista, candidato RSU o semplice iscritto, abbiamo bisogno di te. Il momento è adesso. Basta divisioni. Basta compromessi. Facciamo squadra, uniti, come una grande famiglia.










