INFERMIERI E STIPENDIO DIGNITOSO

INFERMIERI E STIPENDIO DIGNITOSO

Infermieri in prima linea nella lotta al covid-19 e non solo.

Di mattina vanno a lavoro senza sapere s che ora rientreranno, se avranno il cambio, bardati dalla testa ai piedi e spesso con un pannolone sotto la tuta.

Hanno lavorato e lavorano ancor di più a testa bassa, in silenzio, nonostante la paura di portare a casa il virus dai propri cari sia alta e stressante.

C'è chi ha dormito e ancora lo fà in auto, in garage, in cantina.

Adesso gli infermieri, anche dopo i continui attacchi di certi personaggi che non meritano di essere nominati iniziano a dire basta, chiediamo che la nostra professionalità venga riconosciuta, cosi come avviene in TUTTI i paesi civile del mondo.

Andiamo avanti con organici ridotti, lavorando il doppio o triplo, nonostante ci siano ancora migliaia di colleghi disoccupati con grande esperienza alle spalle con anni di precariato, trappola vergognosa per un paese evoluto.

Tutto questo senza alcun riconoscimento economico, più andiamo avanti, più lottiamo, più copriamo i disservizi e maggiormente vengono premiate le solite categorie e non gli infermieri, e non capiamo il perché.

Infermieri sempre più stressati e sempre più colleghi si ammalano di covid-19, ma il Governo continua a fare orecchie da mercante, nonostante i numerosi e partecipati flash mob, proteste, manifestazioni e sciopero.

- Chiediamo risorse economiche dedicate e sufficienti per il riconoscimento mensile

- Nuovo contratto fuori dal comparto

-Chiediamo una dignità economica pari ai rischi, responsabilità, carichi di lavoro che ogni giorno siamo chiamati a fronteggiare, già prima della pandemia che altro non fa che peggiorare una situazione già critica.

- Stipendi fermi da decenni, contratti obsoleti, indennità obsolete, siamo i meno pagati in Europa a parità di costo della vita, rischi e responsabilità, nonostante siamo i più ricercati al mondo.

- Mancano 53.000 infermieri ma abbiamo infermieri precari, disoccupati e graduatorie non terminate.

- Vogliamo le mobilità libere.

- Basta vincoli di esclusività potendo così effettuare prestazioni anche all'estero.

- Nel privato ci sono condizioni spesso ancora più vergognose di quelle pubbliche.

L'elenco dei problemi e delle mancanze è lunghissimo ma nonostante ciò i professionisti sanitari continuano a dare tutto quello che possono senza nulla chiedere in cambio da decenni.

Un resoconto dell'intervista a Eliseo Esposito, infermiere e Dirigente sindacale Nursing Up Emilia Romagna