




Nel Servizio sanitario pubblico dell’Emilia-Romagna, come nel resto d’Italia, troppi infermieri e professionisti sanitari, al momento delle dimissioni o della cessazione del rapporto di lavoro, si sentono rispondere una frase inaccettabile: «In questa azienda le ferie non si pagano». Alcune Aziende USL (importanti) arrivano persino a inserire nei moduli di dimissioni formule ambigue e fuorvianti, come: «rinuncio spontaneamente alle ferie non godute». Chiariamo un punto fondamentale: non esiste alcuna rinuncia “spontanea” valida quando si tratta di ferie maturate e non godute. Siamo di fronte a un vero e proprio sopruso. La Direttiva 2003/88/CE, all’articolo 7, stabilisce che il diritto alle ferie annuali retribuite è un diritto fondamentale e irrinunciabile. Ogni normativa nazionale o prassi amministrativa che impedisca questa monetizzazione è incompatibile con il diritto dell’Unione Europea. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, con due importanti pronunce del 2024 (cause C‑218/22 e C‑699/22), ha affermato in modo inequivocabile che il divieto di monetizzazione delle ferie non godute previsto dall’art. 5, comma 8, del D.L. è contrario alle tutele garantite dall’ordinamento europeo. Un passaggio decisivo che ha definitivamente smontato l’alibi normativo spesso utilizzato dalle amministrazioni pubbliche. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5496/2025, ha ribadito con assoluta chiarezza un principio centrale: il dipendente pubblico che, alla cessazione del rapporto, non ha goduto delle ferie ha diritto all’indennità sostitutiva, salvo che l’azienda dimostri di averlo posto realmente nelle condizioni di esercitare il diritto. Non basta quindi invocare esigenze di servizio o generici richiami organizzativi: l’azienda deve provare di aver avvertito per tempo il lavoratore della perdita del diritto in caso di mancato godimento delle ferie. L’indennità è calcolata moltiplicando: il numero di giorni di ferie non godute per la retribuzione giornaliera, comprensiva di indennità e accessori. In numerosi casi, i tribunali italiani hanno riconosciuto risarcimenti superiori ai 30.000–40.000 euro. Dopo il superamento delle 1.000 sentenze nei primi nove mesi del 2025, il contenzioso sulle ferie non godute nel pubblico impiego ha accelerato ulteriormente nella parte finale dell’anno. Secondo un’elaborazione del network legale Consulcesi & Partners, attraverso il portale ferienongodute.it, nel corso dell’intero 2025: oltre 2.000 pronunce favorevoli tra Tribunali e Corti d’Appello; più di 15 milioni di euro riconosciuti tra indennizzi e spese legali; tasso di rigetto inferiore al 2%. Numeri che certificano come il diritto alla monetizzazione delle ferie non godute sia oggi pienamente consolidato, non solo in linea di principio ma anche sul piano dell’effettività delle tutele. Questo fenomeno si inserisce in un contesto drammaticamente noto a tutti i professionisti sanitari: carenze strutturali e croniche di personale nel Servizio sanitario nazionale. Doppi turni, emergenze organizzative, reparti sotto organico e periodi di massima pressione assistenziale – come quello natalizio – rendono spesso impossibile fruire delle ferie maturate, con un accumulo che poi viene scaricato ingiustamente sul lavoratore al momento della cessazione del rapporto. Il Nursing Up Emilia-Romagna ha investito ogni anno migliaia di euro per garantire tutela legale gratuita ai propri iscritti. Difendere le ferie non godute significa difendere: la dignità professionale; la legalità nella sanità pubblica; il diritto al ristoro per anni di lavoro svolto in condizioni spesso estreme. Iscriviti a Nursing Up Emilia-Romagna. Insieme difenderemo la professione, la sanità pubblica e ogni lavoratore da ogni sopruso. 3401210916 - lapaginadinursingup@yahoo.it
Una prassi che non solo è scorretta, ma contraria al diritto europeo e nazionale, e che in alcuni casi assume contorni ancora più gravi.
Una dichiarazione che viene spesso sottoscritta senza reale consapevolezza, in un contesto di evidente asimmetria di potere tra datore di lavoro pubblico e lavoratore.Il diritto alle ferie è fondamentale e irrinunciabile
Lo stesso articolo prevede che tale diritto possa essere sostituito da un’indennità finanziaria esclusivamente al momento della cessazione del rapporto di lavoro.CGUE 2024: il divieto di monetizzazione è illegittimo
Cassazione 2025: onere della prova in capo all’azienda
Quanto vale l’indennità per ferie non godute
Oltre 2.000 sentenze favorevoli nel 2025
Sanità pubblica sotto pressione: ferie negate per carenze di organico
Abbiamo centinaia di testimonianze di colleghe e colleghi che hanno visto riconosciuti i propri diritti e ottenuto giustizia.





















