




La professione infermieristica italiana è di fronte a un cambiamento profondo. Il Ministero dell’Università e della Ricerca ha trasmesso al Parlamento lo schema di decreto che introduce tre nuove lauree magistrali ad indirizzo clinico, superando l’impostazione esclusivamente gestionale delle attuali lauree magistrali in Scienze Infermieristiche. Per Nursing Up Emilia-Romagna si tratta di una riforma potenzialmente importante, che riconosce finalmente la centralità delle competenze cliniche avanzate degli infermieri. Tuttavia, questo percorso non può prescindere da un dato di realtà: senza investimenti economici, organici adeguati e tutele contrattuali, il rischio è quello di attribuire nuove responsabilità a una professione già allo stremo. I numeri parlano chiaro. Secondo FNOPI, in Italia mancano oltre 60.000 infermieri e il rapporto è fermo a circa 6,5 infermieri ogni 1.000 abitanti, contro una media europea di 8,8. Una carenza che pesa soprattutto sulla sanità territoriale, sulle aree critiche e sull’emergenza-urgenza. Lo stesso Ministro della Salute, Orazio Schillaci, ha sottolineato come il futuro del Servizio Sanitario Nazionale dipenda anche da infermieri motivati e con professionalità riconosciuta. Un obiettivo condivisibile, che però deve essere sostenuto da scelte politiche coerenti e finanziamenti strutturali. L’Infermiere di Famiglia e Comunità opererà sul territorio per promuovere la salute, prevenire le malattie e gestire la cronicità. Lavorerà a stretto contatto con cittadini, famiglie, medici e servizi sociali, integrando assistenza domiciliare, educazione sanitaria e telemedicina. Questi professionisti saranno un punto di riferimento per la popolazione e opereranno nelle Case e negli Ospedali di Comunità finanziati dal PNRR, oltre che al domicilio dei pazienti, contribuendo a ridurre la pressione su ospedali e pronto soccorso. Gli infermieri specialisti in area critica, emergenza e terapia intensiva garantiranno un’assistenza altamente qualificata e sicura in contesti caratterizzati da elevata complessità clinica e tecnologica. Opereranno in autonomia o in collaborazione con il team multiprofessionale, diventando un punto di riferimento per la sicurezza e la qualità delle cure nei momenti di maggiore pressione ospedaliera. Troveranno collocazione in ospedali, pronto soccorso, sale operatorie e reparti di rianimazione. Il terzo percorso formerà infermieri specialisti nelle cure neonatali e pediatriche, con competenze avanzate per assistere pazienti dalla nascita fino ai 18 anni. Questi professionisti opereranno in contesti complessi – terapie intensive, emergenza e territorio – garantendo un’assistenza sicura, basata sulle evidenze scientifiche e centrata anche sul supporto alla famiglia. Potranno lavorare in ospedali, ospedali pediatrici e ambulatori territoriali, diventando figure chiave nella presa in carico dei più piccoli. Nella delega sulla riforma delle professioni sanitarie, attualmente all’esame del Parlamento, si apre anche alla possibilità che gli infermieri con laurea magistrale clinica possano effettuare prescrizioni infermieristiche. Non si tratta di farmaci, ma di presidi, ausili e tecnologie assistenziali: dispositivi per l’incontinenza, materiali per le medicazioni, presidi per le stomie. Un ampliamento delle competenze che comporta però anche maggiori responsabilità professionali e legali. Come Segreteria Nursing Up Emilia-Romagna ribadiamo con forza un concetto: non si possono aumentare competenze, autonomia e responsabilità senza prima garantire risorse economiche, organici adeguati e un inquadramento contrattuale coerente. Oggi gli infermieri italiani continuano a essere tra i meno retribuiti d’Europa, con carichi di lavoro insostenibili e condizioni che alimentano l’abbandono del SSN. In questo contesto, le nuove lauree magistrali cliniche rischiano di trasformarsi in un’operazione di facciata se non accompagnate da: aumenti salariali strutturali; riconoscimento contrattuale delle specializzazioni; tutele legali e assicurative adeguate; assunzioni sufficienti a garantire sicurezza delle cure e qualità del lavoro. La riforma può rappresentare un’opportunità per rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale e valorizzare davvero la professione infermieristica. Ma senza investimenti concreti, il rischio è quello di scaricare ancora una volta sulle spalle degli infermieri le inefficienze del sistema. Per Nursing Up Emilia-Romagna la priorità resta chiara: prima le risorse, poi le responsabilità. Le tre nuove lauree magistrali cliniche:
- Infermiere di Famiglia e Comunità
- Infermiere specialista nelle cure intensive ed emergenza
- Infermiere esperto nelle cure neonatali e pediatriche
Prescrizioni infermieristiche: nuove competenze, nuovi oneri




















