Situazione drammatica a Ferrara

Situazione drammatica a Ferrara

NURSING UP EMILIA ROMAGNA

Responsabile Francesca Batani

3383936095 – regionale.romagna@nursingup.it


comunicato stampa

Festina Lente! direbbe l’imperatore Augusto, e invece no...

Tutto di fretta, tutto di corsa, tutto urgente…..e la sicurezza del cittadino? E quella del lavoratore? …. e la qualità?


La fretta genera l’errore in ogni cosa, diceva Erodoto, ma quest’azienda sembra proprio prediligere questa modalità.


Il Sindacato degli Infermieri Nursing Up si trova nuovamente a mostrare, alla cittadinanza locale e nazionale (principale finanziatore e fruitore di codesta azienda), il proprio disappunto circa gli ultimi avvenimenti che si stanno susseguendo all'interno dell'Ospedale Sant'Anna di Cona.

Come ricorderete l’azienda in fretta e furia ha spostato nel bel mezzo delle festività Natalizie, l’Unità Operativa Chirurgia d’Urgenza, mettendo in difficoltà il personale che non ha avuto modo e tempo per una corretta riorganizzazione (neppure i sindacati erano stati informati con i crismi dovuti, informativa data alla vigilia di Natale di pomeriggio senza possibilità di confronto). Questo spostamento ha generato un ampliamento dello spazio della Medicina d’Urgenza che come era prevedibile, seguendo le medesime modalità della Chirurgia d’Urgenza, da domani (lunedì 21 gennaio) partirà senza una riorganizzazione ragionata, condivisa, ma imposta dalla Direzione delle Professioni senza alcun parere espresso dagli infermieri stessi e dai sindacati.

Cosa accadrà??? che metterà a rischio di errore i poveri lavoratori e quindi a lavorare non in sicurezza

  • Da 29 si passerà a 46 posti letto

  • Questi posti letto (17) saranno gestiti da un infermiere e da un oss di reparto che si dovranno confrontare con un medico pagato a gettone che non lavora in Medicina d'Urgenza.

Ci preme sottolineare che non sono i numeri a dare la qualità ma la preparazione e formazione di ogni singolo professionista, urgenzisti non si nasce né lo si diventa con la laurea in Medicina, quest’ultimo è un requisito ma poi è necessaria una formazione continua presso il dipartimento di emergenza-urgenza, non è pagando con un gettone (oneroso) ad un medico proveniente da altri dipartimenti che si eroga la qualità e non è qualità neppure fare lavorare (seppur volontariamente) tante ore oltre il proprio servizio un professionista che tra l’altro in emergenza/urgenza deve essere desto e lesto perché se è pur vero ovunque, qui agire in pochi secondi equivale a fare la differenza tra la vita e la morte, tra il recupero totale delle funzionalità del paziente o la disabilità.

  • Lo stesso vale per gli infermieri, tant’è che non tutti i 6 infermieri e 10 oss assunti per l'occasione risultano attualmente formati.

  • Non risulta un piano di lavoro scritto o sviluppato né dal coordinatore né dalle direzione delle Professioni: gli infermieri dovranno presenziare ed organizzarsi a seconda del momento


Ad aggravare questa situazione già drammatica, c’è anche la circostanza storica (su un ospedale nuovo!!!) e assurda. Il reparto di Medicina d’Urgenza non si trova vicino al Pronto Soccorso (come sarebbe auspicabile anche da linee guida fornite dalla Federazione Italiana Medica d’Emergenza Urgenza e Catastrofi FIMEUC ), ma è collocata molto lontano e neppure sullo stesso piano, questo significa che il tragitto, che è sempre un incognita perché il paziente può sempre cambiare, diventa un rischio per il cittadino e per gli operatori che sono costretti a lavorare non in sicurezza.

A questo si aggiunga che sempre per le linee guida FIMEUC all’interno del Pronto Soccorso o vicino ad esso dovrebbero esserci dei posti letto OBI (Osservazione Breve ed Intensiva) mentre il Pronto Soccorso di Cona non ne ha e sono invece in Medicina d’Urgenza. Oltre al danno la beffa perché l’azienda non ha mai dichiarato quanti sono i letti OBI (Osservazione Breve ed Intensiva), mentre sempre da linee guida FIMEUC ogni 4 posti OBI ci deve essere presente 1 infermiere ed 1 medico. Il paradosso è che in Medicina d’Urgenza ci sono stati anche 16 posti OBI gestiti da 1 solo infermiere.

Le linee guida, che tra l’altro anche la regione ha emanato, non sono uno scritto tanto per fare ma per garantire al meglio le cure al cittadino, perciò caro cittadino non arrabbiarti con l’operatore la prossima volta che ti rechi in azienda, ma fai valere i tuoi diritti e rivolgiti direttamente alla dirigenza, chiedendo perché la scelta di un Pronto Soccorso lontano dalla Medicina d’Urgenza, chiedi perché un pronto soccorso senza OBI, chiedi perché una Medicina d’urgenza senza terapia sub-intensiva e poi chiedi anche perché così pochi professionisti per tutelare un bene intangibile quale quello della TUA SALUTE!!!

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Francesca Batani

Consigliere Regionale Emilia Romagna per

NURSING UP FERRARA

IL SINDACATO DEGLI INFERMIERI