Possibile aumento quota OPI  ?

Possibile aumento quota OPI ?

Dunque

Corrono voci, non del tutto infondate, che il nostro organo rappresentativo a livello nazionale, la FNOPI, presenterà al voto dei presidenti provinciali il bilancio preventivo 2019 con una postilla non di poco conto: l’aumento da €7 a €10 della quota che pesa su ciascun infermiere iscritto agli opi provinciali, fatta eccezione per i neo iscritti. Gli opi che in questi ultimi anni hanno mantenuto la quota di iscrizione all’albo all’interno di un’ottica che può essere definita “prudenziale” non devono temere nulla, hanno cioè accantonato nel tempo un margine economico di sicurezza, che li rende abbastanza tranquilli nel poter assorbire senza grandi stravolgimenti l’aumento della quota, che verrà messa ai voti dei presidenti provinciali il prossimo 14 dicembre. Per le gestioni che hanno preferito invece aderire a quanto esplicitato dalla normativa, cioè che la quota debba avere pertinenza con la gestione ordinaria dell’ordine, coprire le spese correnti per raggiungere un pareggio di bilancio, la cosa indubbiamente, venisse approvata, potrebbe originare problematiche di riequilibrio dei bilanci e certamente in futuro determinare l’aumento conseguente della quota di iscrizione all’albo. Cosa c’è di strano? Che in un momento come questo, di evidente difficoltà per la professione, anche economica, si scelga una soluzione del tutto incongruente con la realtà dei fatti.
Quale realtà? Basta andare a leggersi il bilancio preventivo 2019 della FNOPI per osservare che da diversi anni ci si porta dietro un disavanzo attivo di cassa superiore al milione di euro. È ovvio che tutto questo è passato attraverso l’approvazione dell’assemblea dei presidenti provinciali che avranno avuto le loro giustificate motivazioni per avallare una situazione a mio parere imbarazzante di questo tipo. Quindi, in un momento di assoluto default della professione infermieristica, quando ben altre necessità e urgenze ci sollecitano, quando ancora nulla di veramente positivo ha toccato la professione nel passaggio da collegio ad ordine, ciò che direttamente ci colpisce è un, al momento proposto, aumento della tassa per ciascun iscritto. Ha un senso tutto questo? A mio avviso no, staremo a vedere se nella prossima assemblea nazionale i 104 presidenti degli opi provinciali avranno il coraggio di votare una scelta di questo tipo per una federazione che ha avuto la faccia tosta di crescere, solo crescere come peso economico negli ultimi anni, da 5 a 6 milioni di euro complessivamente, per restituirci che cosa? Anziché stabilire un nesso e una saldatura con i suoi iscritti la nostra “dirigentia” preferisce ancora una volta prendere le distanze e noi cosa faremo? Ancora una volta tutti zitti e subire l’ennesima angheria e vessazione? Sì, certamente andrà a finire così, subiremo ancora una volta quello che viene deciso al di sopra delle nostre teste. La legge Lorenzin pensate che per le prossime elezioni per il rinnovo degli organismi dell’ordine non prevede neppure il raggiungimento di un quorum, ci si vota tra pochi amici, colleghi e conoscenti, ma che brutta fine ci stanno facendo fare.
Di Dario Porcaro