Personale infermieristico ed oss della Traumatologia di Cesena in affanno per la solita carenza di personale.

Personale infermieristico ed oss della Traumatologia di Cesena in affanno per la solita carenza di personale.

Premessa - La U.O. di traumatologia-orto-geriatria  afferente al “Dipartimento Chirurgico e Grandi Traumi di Cesena” ove affluiscono tutti i traumi maggiori, quindi spesso estremamente complessi, da tutto il territorio romagnolo soffre del solito problema per il  quale molti reparti/servizi  ci richiedono , come Nursing Up, un intervento, ovvero la carenza di personale infermieristico ed oss!

 una specifica nota è stata inviata alla Direzione di Presidio, alla Dit, al Direttore di U.O. al C.I. ed alle OO.SS. Questi i passaggi più indicativi dello stato di stress che i colleghi ed in resto del personale sono costretti a sopportare durante i turni lavorativi;

<  i posti letto sono 40 + 1 e spesso per far fronte all’ emergenza p.l. vengono aggiunti altri 2 letti. A tutto ciò si aggiungono le diverse tipologie di pazienti in cd “appoggio” (geriatria, chirurgia d’urgenza), 2 posti letto per pazienti della ch. Vascolare (senza per altro aver avuto nessun tipo di preavviso ne spiegazioni in merito) e pz. mielolesi che richiedono un alto  livello assistenziale.>

Come in premessa verrebbe logico pensare che una tale unità operativa abbia una dotazione organica (di tutte le professionalità!) assolutamente il linea con la tipologia di pz. altamente complessi che si deve assistere, ricordiamoci che Cesena, anche se non parrebbe, resta comunque il “Trauma Center” della Ausl Romagna ed invece la nota dei colleghi continua;

< dal mese di marzo 2019 a tutt’ oggi l’organico è addirittura inferiore a quanto previsto, visto anche il continuo turn-over, e per far fronte alla suddetta carenza gli operatori, al fine di garantire la copertura del turno, sono costretti a saltare sempre più spesso il riposo e/o fare doppi turni. La stanchezza fisica e mentale provoca malcontento, deficit nell’ attenzione e rischio di incorrere in errori anche gravi, la situazione è insostenibile. Si intende inoltre sottolineare il costante incremento degli atti operatori, con sedute che si effettuano anche nei giorni prefestivi e festivi: in tali sedute si contemplano non solo urgenze vere e proprie, ma anche interventi sulle fratture di femore dei pz orto-geriatrici al fine di rispettare le linee guida che prevedono il trattamento entro le 48 ore successive l’evento traumatico. Tutto questo senza tener conto dell’ancor più ridotto numero di operatori in tali giornate rispetto alla restante parte della settimana. Gli standard assistenziali richiesti in termini di qualità sono di altissimo livello e sono diretti ad utenti sempre più complessi nel settore della traumatologia (politraumatizzati ed interventi al bacino sempre più numerosi) e sempre più fragili nel settore orto-geriatrico , anziani e grandi anziani con numerosi patologie già presenti prima del ricovero e che finiscono per aggravare il quadro clinico nel pre-post intervento.

A livello burocratico l’adeguamento richiestoci dall’ applicazione della cartella informatizzata necessita di tempi ben precisi e non certamente brevi che costringono l’operatori a ritardare la risposta assistenziale agli utenti e comunque lasciare in sospeso l’una o l’altra attività nell’ intento di far fronte a tutto ciò che viene richiesto spesso contemporaneamente e con massima urgenza,controllo del dolore nel pre post-operatorio, nuovi ricoveri, trasporto dei pz in sala operatoria, assistenza ai medici consulenti, gestione degli emocomponenti, preparazione delle cartelle degli operandi, gestione dei pz in appoggio .... e questo accade anche durante il turno notturno ( 2 infermieri ed 1 oss!) Le interruzioni sono una rottura nella performance di una specifica attività e portano ad un costante riassetto delle priorità, inducono sensazione di inefficacia , causano una ridotta soddisfazione sul lavoro e possono considerarsi fattori di stress per gli operatori sanitari coinvolti e ciò comporta ipotetici errori e/o omissioni che possono impattare negativamente sull’ assistenza ai pazienti. In tali condizioni lavorative la mancanza di sicurezza e l’ormai cronica sfiducia rischiano di condurre l’operatore verso uno stato di vero e proprio “burn-out” …….>

Come Nursing Up non potevamo assolutamente non ascoltare il grido di allarme dei colleghi e degli altri operatori pertanto abbiamo già richiesto con urgenza un tavolo di confronto territoriale dove discutere di tali problematiche cercando di trovare soluzioni a garanzia della salute dell’utenza e della salvaguardia professionale degli operatori.

La segreteria Nursing Up Romagna-Imola


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