Nursing Up evidenzia criticità utilizzo personale MSA (Mezzo di Soccorso Avanzato) cd “Automedica” e chiede incontro con Direzione generale Ausl Imola

Nursing Up evidenzia criticità utilizzo personale MSA (Mezzo di Soccorso Avanzato) cd “Automedica” e chiede incontro con Direzione generale Ausl Imola

OGGETTO : criticità evidenziate nell’utilizzo del personale MSA (Mezzo di Soccorso Avanzato) cd “Automedica” presso PS Imola. Proposte

 

     Con la presente la scrivente O.S. pone all’attenzione delle SS.LL. in intestazione quanto in oggetto!

Premessa

    Già negli anni 2000 (DGR 2423/2000)  si è avviato un progetto di integrazione fra il personale assegnato all’automedica ed il personale di PS, con funzioni definite e strutturate prevedendo che il suddetto personale , medico ed infermiere, operi all’interno del Pronto Soccorso in uno specifico ambulatorio dedicato ai codici bianchi e verdi. Tale necessità deriva dal problema sovraffollamento dei PP.SS. già affrontato anche da parte della Regione Emilia Romagna.

     L’utente con “codice bianco e verde” viene preso in carico dall’equipaggio (medico, infermiere) e, dai dati a nostra disposizione, è da considerarsi significativo ai fini della diminuzione dei tempi di attesa dei codici minori, soprattutto tenendo presente che la maggior parte degli specialisti alla cui consulenza è possibile ricorrere nelle ore serali è significativamente inferiore a quello presente durante il giorno, con differimento della presa in carico di pazienti o trattamento diretto in PS.

 

Criticità evidenziate;

L’ infermiere del MSA oltre alle attività di gestione diretta dei codici minori deve;

  • Gestire le assenze improvvise dei colleghi n modo particolare nel turno notturno e festivo
  • Attivare l’equipaggio collocato in Pronta Disponibilità
  • Ordinario controllo dei presidi ec apparecchiature in dotazione al MSA.
  • la permanenza continua (turno di 12 ore)  presso il servizio di Pronto Soccorso crea un forte stato di stress psico-fisico ( o meglio definito stress da lavoro correlato) fino ad arrivare ad uno stato di vero e proprio burnout!

     Notizia di quest’ultima settimana è che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto tale sofferenza, specificando che non si tratta di una vera e propria malattia, caratterizzata da sintomi ripetitivi e una causa ben definita, ma di una sindrome che si manifesta con una costellazione di sintomi e segni che possono variare e non sono riconducibili a una causa comune. Nella situazione di burnout il lavoratore rinnega le spinte emotive che lo avevano portato a scegliere quel lavoro, il più delle volte inconsciamente, legate ad elementi della sua vita infantile. L’accettazione di una realtà vissuta come frustrante lo porta a concepire il lavoro come fonte di malessere.

Burnout, per l’Oms lo stress da lavoro è una sindrome. E si può diagnosticare

 

 Le fasi di questa difficoltà vengono descritte sinteticamente nel seguente modo:

1.        Fase dell’affaccendarsi: molto impegno, pochi risultati, inconcludenza;
2. Fase di distacco: riduzione attività, rivendicazioni verso colleghi o istituzioni, rabbia verso un particolare collega, vissuto come causa di tutte le difficoltà;
3. Fase emotiva: stato ansioso, senso di delusione, emotività, reazioni psicosomatiche quali ipertensione, tachicardia, vertigini, malesseri intestinali o altro;
4. Fase distruttiva nelle relazioni familiari e sociali in cui il malessere si trasmette ad altri ambiti di vita. In alcune occasioni questa sofferenza sfocerà in veri e propri quadri clinici di somatizzazione o di depressione.

Proposte;

1)      le funzioni attribuibili al personale medico, sono ben strutturate, prevedono l’esecuzione delle funzioni presso l’ambulatorio ove sono trattati i pazienti a bassa priorità e a bassa intensità clinica. Cioè pazienti con codice verde o bianco che non richiedano prestazioni ad alta complessità.

Oltre a quanto sopra l’infermiere di automedica, a differenza del medico, effettua durante il turno di lavoro funzioni accessorie quali compilazione delle cheklist specifiche del mezzo (farmaci, presidi…), il ripristino tempestivo dopo un intervento avvenuto con riordino del mezzo, scarico e controllo stupefacenti, test apparecchiature in dotazione rifornimento del mezzo di servizio oltre ad altre funzioni trasversali (es. ritiro divise, , lavaggio esterno dell’auto se necessario). Si prevede quindi che tali attività siano espletate entro la conclusione del turno lavorativo.

Per tali motivazioni suddette ed in considerazione dell’orario di lavoro del personale infermieristico e della percentuale di afflussi (ed iper-afflussi) presso il P.S. si richiede una riduzione dell’orario di permanenza dell’infermiere di automedica presso l’ambulatorio del P.S. ed in particolare garantire la presenza come orario notturno dalle 20 alle 24 e non oltre.

2)      L’ utilizzo dei due professionisti, medico ed infermiere, presso lo stesso ambulatorio nel caso di chiamata in urgenza comporta l’ immediato “abbandono” dell’utente che in quel momento stazionerebbe solo con gravi ripercussioni, in caso di improvviso peggioramento del quadro clinico ed inevitabili ripercussioni medico-legali sui due operatori del MSA!

Pertanto si richiede che durante la permanenza dell’infermiere di automedica in PS lo stesso sia affiancato ad uno dei medici che presta servizio in PS in modo tale che, comunque, ci sia continuità assistenziale (il medico di PS rimane in ambulatorio con eventuale supporto di uno degli infermieri del PS) nel caso sia attivato in urgenza il MSA.

3)       Si propone di collocare il MSA e l’equipaggio in servizio presso la sottostante autorimessa luogo più appropriato anche per le normali attività di controllo del mezzo!

Richiediamo un incontro tra la nostra sigla sindacale con la Direzione Generale e la DIT per approfondire gli argomenti esposti nella presente.


La segreteria Nursing Up AVR-Imola-Montecatone