In California è legge, rapporto infermiere/pz non può superare 1 a 5. Più infermieri significa meno morti e meno malattie.

In California è legge, rapporto infermiere/pz non può superare 1 a 5. Più infermieri significa meno morti e meno malattie.

Le agenzie di stampa (esempio, Adnkronos Salute) spesso ci ricordano, richiamando illustri ricerche, quanto sia importante che l’infermiere sia messo in condizioni ottimali di lavoro per diminuire al minimo i costi in sanità, le infezioni e le morti ospedaliere.

Pericolo principale è l'antibiotico resistenza. Il presidente Farmindustria ha rivelato che entro il 2050 ci saranno nei paesi OCSE 2,4 mln di morti. In Italia la previsione parla di 450.000 morti , con ripercussioni economiche devastanti. 
OMS,  “nei prossimi anni, fino al 2050, per la sanità un costo mondiale di 120 mld di dollari .

Ma la politica, i dirigenti, non solo Italiani, fanno “orecchie da mercante”.

Le soluzioni esistono, proibire uso di antibiotico senza prescrizioni a qualsiasi tipo di allevamento. Guerra al mercato nero. Diminuire l'uso di antibiotici negli ambienti ospedalieri e non. Istruire la popolazione mondiale e professionisti tutti sul lavaggio delle mani e aumentare il personale infermieristico ovunque perchè fa risparmiare soldi e diminuisce infezioni e morti ospedaliere.
Vi spieghiamo il perchè.

Secondo uno studio dell’università della Pennsylvania (Usa), un infermiere sotto stress, con carichi di lavoro e responsabilità enormi, con un rapporto elevato infermiere/paziente (come in Italia), se non si interviene, porterà a burnout.  Un esaurimento emotivo che riduce le capacità professionali, lucidità, con conseguenze gravi come stanchezza cronica, stress elevato e propensione quindi a incidenti sul lavoro. Tutto questo è associato a tassi d’infezioni ospedaliere molto più alti, con conseguente aumento della spesa pubblica.

Dalla ricerca emerge che aumentando un paziente ad un infermiere (con una media di 5,7 pazienti)  l'incidenza dell'infezione urinaria da catetere vescicale aumenta di un caso ogni mille pazienti. Non vogliamo immaginare quando i pazienti diventano 10 o 12 per infermiere, anche di più in alcune realtà.

Secondo un sondaggio sempre dei ricercatori della Pennsylvania su oltre 7.000 infermieri è emerso che più del 33% degli intervistati ha ottenuto un punteggio di esaurimento professionale molto alto (Con 5,7 pazienti e non 12 ).

Lo studio ha inoltre stimato che se i tassi di 'burnout' degli infermieri fossero ridotti del 10% si potrebbero prevenire circa 4.160 contagi ospedalieri ogni anno, risparmiando 41 milioni di dollari in costi del servizio sanitario.

Come diminuire il burnout ? Aumentando stipendi proporzionali a rischi, responsabile e doveri (non quelli attuali, vergognosi per una società civile...). Aumentare il numero degli infermieri con rapporto almeno 1 a 6 inf/pz.

Ne deduciamo che avere tanti infermieri in turno è un investimento che porta a risparmiare miliardi di euro/dollari l’anno.

Secondo un altro studio realizzato in Gran Bretagna, non fa che confermare altri studi, quando la gestione infermieristica passa da 10 a 6 pazienti la mortalità si riduce al 20%.

Gli autori specificano che sostituire l’infermiere con altre figure non riduce la mortalità.

Noi infermieri, in Italia, lo abbiamo sempre detto, ma non siamo considerati dalla politica italiana e nemmeno dai dirigenti di ogni livello.

Secondo questo studio, effettuato su medicine e chirurgie, il rapporto ottimale sarebbe 1 a 6, anche se lo stato della California impone che il rapporto sia di 1 a 5, ciò fa risparmiare soldi, infezioni e morti.

Un vero affare, per chi riesce a capirlo. 

In Italia la situazione è complicata. Si verificano circa 450-700 mila infezioni in pazienti ricoverati in ospedale (in particolare infezioni urinarie, ferita chirurgica, polmoniti e sepsi). Gli esperti stimano che circa il 30% siano potenzialmente prevenibili e che nell’1% dei casi siano direttamente causa di morte.

La domanda ci viene spontanea: prevedibile da chi ? L’infermiere in alcune realtà lavora con un rapporto paziente/infermiere  doppio o triplo rispetto al rapporto Californiano (1 infermiere ogni 5 pazienti, per legge). Come farebbe a prevenire, quando non avrebbe nemmeno il tempo di monitorare o studiarne 4 di pazienti ? Impensabile. 

In alcuni Paesi, come l'Australia è stato già stabilito il numero 'ideale' per garantire il paziente: un infermiere ogni 4 assistiti.

Studio Lancet 2014: Ogni volta che aumenti 1 paziente ad un infermiere aumenta l’indice di burnout del 23%, aumenta del 7% la mortalità del paziente, aumenta del 7% che l’infermiere non si renda conto delle complicanze a cui il paziente sta andando incontro.

Maggiore sarà il numero dei pazienti in carico all’infermiere e maggiore saranno le cure che verranno a mancare: cambio postura (per evitare lesioni da pressione), igiene orale, educazione sanitaria a paziente/famiglia, sorveglianza adeguata (quantità urine, tipo di respiro, etc etc), dialogo con il paziente, osservazione, preparazione alla dimissione, etc etc.

Un dato preoccupante che emerge è la volontà di cambiare lavoro appena possibile. Il 36% degli infermieri italiani lascerebbero subito il paese.  

Chi potrebbe dargli torno ?  Rischi e responsabilità enormi rispetto a uno stipendio miserabile e indegno.

Dagli studi emerge anche che il 78% dei pazienti capisce l’infermiere e si sente ascoltato e rispettato. Onore a questi infermieri.

Il nostro parere ? Le politiche nazionali, regionali e locali dovrebbero smettere di far girare tutto intorno al bilancio economico che spesso, come dimostrano le ricerche americane, canadesi, australiane ed europee, il risparmio non è guadagno. Per risparmiare bisogna investire.

Bisogna investire sull’ assistenza infermieristica, risparmiando  così miliardi di euro l’anno che verrebbero altrimenti usati per curare infezioni, piaghe da decubito, etc.

Investire pochi milioni, risparmiando miliardi e salute. Non da sottovalutare anche l’impatto ambientale che si avrebbe risparmiando l’utilizzo di antibiotici.

Migliorare l’assistenza infermieristica significa meno morti, meno infezioni, meno antibiotici, più ambiente e molti più soldi.

Parisi Vincenzo


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