IGNOBILE GESTO PRESSO LA CENTRALE OPERATIVA 118 RAVENNA

IGNOBILE GESTO PRESSO LA CENTRALE OPERATIVA 118 RAVENNA

Un atto vile ed inqualificabile, un gesto a scopo di vera e propria intimidazione indirizzato probabilmente, visto dove si è verificato,  ai coordinatori della centrale operativa del 118 Ravenna.

Scena che ha visto intervenire  addirittura l’ Arma dei Carabinieri per le indagini del caso, il fatto?!

Il 25 aprile è stato ritrovato un coltello conficcato sulla porta dell’ufficio dei coordinatori, atto che ha portato sgomento ed indignazione a tutto il personale della centrale 118 e figuriamoci lo stato d’animo dei diversi coordinatori ai quali va tutta la nostra solidarietà.

Ora in attesa che le indagini facciano chiarezza è palese che all’interno del servizio vi è un chiaro e conciso “disagio collettivo” legato anche ad un clima lavorativo non di certo sereno, a riprova anche diverse attivazioni di procedimenti disciplinari nell’ultimo periodo di tempo!

Riteniamo che gli accadimenti recenti abbiamo origine da problematiche organizzative che partono da anni addietro e che, purtroppo, la Direzione Infermieristica non ha “intercettato” e capito cercando di trovare soluzioni che, a distanza di anni ha di fatto ulteriormente aggravato la situazione.

Parliamo del documento inviato dall’Ausl di Romagna in data 18.03.2016 avente ad oggetto “Progetto di revisione organizzativa Centrale Operativa Romagna Soccorso e Sistema di Emergenza Territoriale – Ravenna nel rispetto del Documento Regionale “Armonizzazione dei criteri di accesso, formazione e valutazione del personale infermieristico con funzione di Operatore di Centrale 118 ed Elisoccorso – Centrali di Parma, Bologna e Ravenna” progetto che ci ha visto, insieme ad altre sigle sindacali, attivare lo stato di mobilitazione e l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione presso la Prefettura di Ravenna.

Già da allora era chiaro che si sarebbe arrivati a quello che oggi è alla visione di tutti gli addetti ai lavori, nello specifico ecco cosa non ci convinse in quel progetto;

 

1)    Ritenemmo  che nel progetto presentato non fossero  state analizzate le vere cause profonde che hanno determinato il verificarsi, sempre più nel tempo, di un generale malessere organizzativo degli operatori afferenti alla Centrale Operativa rispetto al quale la soluzione prospettata (accorpare questi operatori a quelli che avrebbero dovuto  assicurare il servizio in Elisoccorso) non solo non avrebbe risolto la problematica ma avrebbe rischiato di peggiorare ulteriormente il clima organizzativo nonché le condizioni si sicurezza offerta;

2)   A tal fine ritenemmo maggiormente adeguato un approccio che vedesse il bando di accesso all’Elisoccorso in modalità disgiunta rispetto all’accesso alla Centrale Operativa. Questo anche al fine di conseguire e mantenere un elevatissima competenza professionale per questa elite di professionisti sanitari infermieri;

3)   La previsione di dover prestare circa il 60% del proprio orario di lavoro presso la Centrale Operativa nonché il rimanente 30% sulle ambulanze e solamente il 10% in Elisoccorso non avrebbe  garantito la cd. “clinical competence” richiesta agli operatori che operano nei Servizi di Emergenza.

4)   Ritenemmo inoltre non corrispondente a criteri di chiarezza organizzativa un futuro assetto in cui gli operatori afferenti alla cd. Centrale Operativa avrebbero afferito a coordinatori di tipo diverso a seconda che il loro turno di lavoro fosse presso la Centrale Operativa rispetto invece al servizio in ambulanza.

5)   Ritenemmo  del tutto insufficiente un generico impegno da parte aziendale di prevedere un futuro incontro (MAI AVVENUTO!)  con le OO.SS. per addivenire ad una armonizzazione delle procedure e protocolli operativi a cui sono assoggettati I professionisti infermieri che operano in ambulanza senza prevedere termini stringenti a tal fine anche per prevenire eventuali problematiche registrate presso altri territori (es. Bologna);

6)   Ritenemmo  del tutto insufficiente un generico impegno da parte aziendale di prevedere un futuro incontro (MAI AVVENUTO!)  con le OO.SS. per addivenire ad una armonizzazione delle composizioni delle automedicalizzate visto le differenti composizioni degli equipaggi nei vari ambiti terrItoriali ora confluiti nell’Ausl Romagna;

7)   richiedemmo  un impegno preciso entro il quale iniziare un  confronto (MAI AVVENUTO!) per quanto riguarda l’Emergenza Territoriale di tutti gli ambiti dell’Ausl Romagna affrontando in quella sede tutte le tematiche e criticità che già attualmente persistono e che ancora oggi attendiamo!

 

Aldilà dell’ignobile gesto in oggetto è evidente che la DIT ha molte corresponsabilità nelle modalità con le quali non ha saputo gestire tali problematiche che evidenziammo già nel 2016.

Ora è fondamentale trovare soluzioni atte a riportare un clima lavorativo sereno tra le equipe e ci attendiamo che la Ausl Romagna convochi le sigle sindacali per il confronto di cui ai punti 5-6-7 suddetti.

 

La segreteria Nursing Up AVR-Imola



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