Ausl Imola, servizio pronta disponibilità, proposta Nursing Up

Ausl Imola, servizio pronta disponibilità, proposta Nursing Up

Servizio di Pronta Disponibilità nella contrattazione di Secondo Livello nell' Area del Comparto Sanità. Uso ed abuso nelle Aziende, limiti della disciplina contrattuale attuale, proposta Nursing Up


Premessa

L'utilizzo dell'istituto contrattuale del Servizio di Pronta Disponibilità risiede essenzialmente in ragioni di risparmio economico. Infatti le Aziende dovrebbero essere tenute a programmare l'impiego del personale 24 ore al giorno e 7 giorni su 7 per far fronte anche alle emergenze ( come succede per il Pronto Soccorso ) con organici adeguati. Ciò perché in base ai principi fondamentali che caratterizzano la suddivisione di ruolo dell'imprenditore dal lavoro dipendente, l'Azienda non può scaricare sui dipendenti il “rischio da domanda” all'interno della giornata lavorativa ovvero il rischio che durante la presenza al lavoro del dipendente non ci siano attività da espletare per mancanza di domanda. Il rischio da domanda giornaliera è parte del rischio d'impresa e il rischio d'impresa è esclusivo dell'imprenditore. Il lavoratore ha l'obbligo invece di mettere a disposizione le proprie energie lavorative all'interno dell'orario di lavoro e servizio, che deve essere delimitato e definito per garantire al lavoratore non solo adeguati periodi di riposo per il recupero psico-fisico, ma soprattutto uno spazio temporale adeguato per l'esplicazione della propria personalità in ambito sociale,familiare ecc..

Poiché però le situazioni di emergenza ed urgenza hanno andamento casuale l'Azienda necessiterebbe di organici maggiori e la produttività del lavoro subirebbe una drastica diminuzione compromettendo anche l'economicità dell'attività. L'attività sanitaria è un servizio prevalentemente espletato dal SSN, e si caratterizza, tra l'altro, per non avere il profitto come scopo. Proprio per questo motivo, a maggior ragione, la gestione delle Aziende Sanitarie deve essere improntata al rispetto della salute psico-fisica dei dipendenti. Per questa ragione si renderebbe necessaria in alcune Unità Operative l'adozione di un servizio di Guardia Attiva, già utilizzato con i medici. Ma ciò, ad esempio non sarebbe possibile per l'attività di emergenza di tutte le sale operatorie. In alcune si potrebbe risolvere il problema con soluzioni organizzative ( ad es. in sala parto, le ostetriche, che coprono il servizio 7giorni su 7 in h.24, dovrebbero essere formate alla gestione dei parti cesari, senza dover ricorrere agli infermieri in Servizio di Pronta Disponibilità).

La copertura delle emergenze e urgenze costa; per porvi, in parte, rimedio le Aziende Sanitarie “esternalizzano il rischio d'impresa” sul dipendente!

A puro titolo esemplificativo gli immobili, le costosissime attrezzature di impiego diagnostico-chirurgico e sanitario non vengono pagate ai fornitori solo in caso di utilizzo. Vengono acquistate dall' Azienda Sanitaria a prescindere dal tempo di utilizzo e il fornitore percepisce in toto la remunerazione. E' l'Azienda che si assume il rischio che siano o meno pienamente utilizzate. I dipendenti delle Aziende Sanitarie che svolgono Servizio di P.D., quindi, sono trattati peggio degli immobili e delle attrezzature medicali.


Ora è opportuno ci sia un equo equilibrio tra i costi eccessivi per garantire alla collettività i servizi di emergenza e urgenza ed una eccessiva restrizione del tempo al di fuori dell'orario di lavoro del dipendente per una costante invasività del potere datoriale. Perché ci sia un equo equilibrio è necessario che il SPD sia rigidamente regolamentato e ci sia un ristoro adeguato (sia economico ma soprattutto in termini di riposi) per i disagi ( che devono essere limitati) sopportati dal dipendente. Altrimenti ci si trova nella situazione assurda che infermieri, medici e tecnici per garantire la salute dei cittadini sacrifichino la propria!


E' corretto che garantiscano la salute dei cittadini preservando la propria, invece, nel concreto, i limiti (talvolta anche poco chiari!) posti dal CCNL vengono ampiamente disattesi, anche attraverso interpretazioni delle Aziende che annullano il ristoro che deve essere riconosciuto a chi svolge, ad es, SPD in giornata festiva.


Tenendo poi presente che l' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) nella Carta di Ottawa del 1986 ha definito la promozione della salute come “il processo che consente alla gente di esercitare un maggior controllo sulla propria salute e di migliorarla. Per conseguire uno stato completo di benessere fisico, mentale e sociale, l'individuo o il gruppo devono essere in grado di identificare e realizzare le proprie aspirazioni, di soddisfare i propri bisogni, di modificare l'ambiente o di attivarvisi. La salute vista, dunque, come risorsa di vita quotidiana, non come obiettivo di vita: un concetto positivo, che insiste sulle risorse sociali e personali, oltre che sulle capacità fisiche”.


Un dipendente che lavora nel settore sanitario in un servizio che effettua la P.D. si trova, per contratto, ad essere a disposizione dell' Azienda il 50% dei suoi riposi settimanali ( art. 28 co. 7 CCNL 21.05.2018) “ due turni di PD sono prevedibili solo nei giorno festivi” quindi teoricamente 2 domeniche su 4 al mese!), con tutte le limitazioni che ciò comporta. Inoltre le Aziende non rispettano il limite dei 6 turni di PD al mese, ma mediamente ne programmano in alcuni casi anche il doppio.


Il Servizio di Pronta Disponibilità organizzato seconda la disciplina attuale è vantaggioso quindi solo ed esclusivamente per l'azienda e, in parte, anche per la collettività che sopporta minori imposizioni tributarie o meglio per quella parte della collettività che evade e/o elude le imposte rendendosi complice della crisi del sistema welfare ove risulta evidentissimo il peggioramento di tutti i sistemi dei servizi pubblici ivi compreso anche quello sanitario. Un'altra anomalia risiede nel fatto che le prestazioni di lavoro effettuate a seguito di chiamata all'interno del periodo in cui è attivo il SPD sono effettuate semplicemente in regime di lavoro straordinario. Il lavoro straordinario non è obbligatorio, ma all'interno dell'istituto di SPD diventa giocoforza obbligatorio! Il compenso per questo lavoro però risulta essere totalmente inadeguato ( l'indennità per SPD non è mai stata aggiornata dal 1990 ma solo riconvertita una volta passati dalla Lira Italiana all' Euro quale moneta circolante!) poiché si sopportano dei costi aggiuntivi per raggiungere il luogo di lavoro e tornare al domicilio, si regala all'Azienda il tempo dei viaggi supplementari intercorrenti dalla chiamata al raggiungimento del luogo di lavoro.


In ultima analisi il SPD è un costo aziendale scaricato sul dipendente al quale contrattualmente non viene riconosciuto il differenziale di tempo ed energie che è costretto a fornire all'Azienda rispetto a tutti coloro che questo servizio non erogano: un esempio per tutti i dipendenti con funzione amministrativa.


Quadro normativo – situazione attuale dell'Istituto della Pronta Disponibilità all'interno della Contrattazione Collettiva di Secondo Livello


La contrattazione decentrata è regolamentata dall'art 40 del D.Lgs 165/2001 e s.i.m. ove si specifica un autonomo livello di contrattazione attivato dalle singole amministrazioni nel rispetto dei vincoli di bilancio e nell'ambito dei criteri delineati dai CCCCNNLL.


La contrattazione decentrata, infatti, ha la funzione di adeguare le clausole previste dal contratto di livello superiore al contesto specifico di riferimento. La contrattazione collettiva decentrata si svolge solo sulle materie e nei limiti fissati dai contratti collettivi nazionali tra i soggetti dai medesimi contratti previsti.( art. 8 CCNL 21.05.2018)

Per quanto attiene al rapporto tra i contratti collettivi stipulati in sede decentrata e quelli stipulati in sede nazionale è sancita la prevalenza del secondo con la conseguente nullità delle clausole contrattuali dell'accordo difformi da quello nazionale, sia in senso migliorativo sia in senso peggiorativo.

Di qui, il principio per cui l'amministrazione non può sottoscrivere in sede decentrata contratti integrativi in contrasto con i vincoli dei contratti nazionali o che comportino oneri non previsti.

All'interno di questo scenario di relazioni sindacali fra le varie tipologie di enti sanitari le OO.SS. Rappresentative e le RSU, probabilmente ( vedi premessa!), uno degli istituti contrattuali più disattesi ed abusati risulta l' Istituto della Pronta disponibilità normato dall' art. 28 < Servizio di pronta disponibilità> contenuto nel CCNL 21.05.2018.


Il SPD è caratterizzato dalla immediata reperibilità del dipendente e dall'obbligo per lo stesso di raggiungere la struttura nel tempo previsto con modalità di cui al comma 3 ( concertazione con le OO.SS ed RSU aziendali come definito dal CCNL ). Il SPD ha lo scopo essenziale di garantire solo ed esclusivamente prestazioni per situazioni di acclarata emergenza, non può essere quindi utilizzato per prestazioni relative ad eventi ordinari e/o interventi di elezione. Il SPD si svolge oltre e al di fuori del normale orario di lavoro.

Secondo la Corte di Cassazione, in generale, il SPD è :“ la reperibilità che è prevista dalla disciplina collettiva, si configura come prestazione strumentale ed accessoria qualitativamente diversa dalla prestazione di lavoro, consistendo nell'obbligo del lavoratore di porsi in condizione di essere prontamente rintracciato, fuori dal proprio orario di lavoro ,in vista di un'eventuale prestazione lavorativa e di raggiungere in breve lasso di tempo il luogo di lavoro per eseguirvi la prestazione richiesta ( Cass. Sez. lav. 09/09/1991. n. 9468).


Si tratta quindi di un obbligo, di un vincolo, ma anche di una prestazione di lavoro (seppur strumentale ed accessoria) qualitativamente diversa da quella effettiva. Quindi quando si svolge SPD non si sarebbe in riposo pieno ed incondizionato ( in base ad alcuni intendimenti giurisprudenziali ) dato che si avrebbero delle limitazioni alla propria libertà sia di movimento che di scelta su come impiegare il proprio tempo!


Tra la prestazione di lavoro effettiva ed il riposo effettivo si collocano altre due condizioni:

  • guardia attiva , utilizzata dalla Dirigenza medica

  • SPD

entrambe sono caratterizzate “dall'essere a disposizione del datore di lavoro in vista di una eventuale prestazione lavorativa “ con l'unica differenza del luogo di attesa:

  1. il luogo di lavoro per la guardia attiva

  2. il proprio domicilio o altro luogo scelto dal lavoratore ma che consenta di raggiungere nel più breve tempo possibile il luogo di lavoro per il SPD.

La guardia attiva è considerata orario di lavoro normale a tutti gli effetti ( anche se non si esegue alcuna prestazione effettiva), mentre il SPD è considerato quale prestazione strumentale ed accessoria qualitativamente diversa dalla prestazione di lavoro effettivo. Soltanto il lavoro prestato a seguito di chiamata durante il SPD è considerato lavoro effettivo che si configura come lavoro straordinario svolto oltre l'orario di lavoro.


Programmazione del SPD

all'inizio di ogni anno le aziende predispongono un piano per affrontare le situazioni di emergenza in relazione alla dotazione organica, ai profili professionali necessari per l'erogazione delle prestazioni nei servizi e presidi individuati dal piano stesso ed agli aspetti organizzativi delle strutture (art. 28 comma 2). non si tratta di una eventualità ma di un obbligo per le Aziende. Nella realtà troviamo molteplici situazioni, ovvero Aziende che:

  1. non predispongono il piano di SPD

  2. predispongono il piano con cadenza non annuale

  3. le caratteristiche del piano lo rendono inutile

infatti, perché il piano annuale delle emergenze sia efficace devono essere definite in particolare per ogni Unità Operativa e/o Servizio oggetto del piano:

  1. orario di inizio e termine del turno di SPD ( distinti tra turno notturno e festivo)

  2. numero di operatori, per ciascuna categoria e profilo professionale, programmabili in ciascun turno.

Il piano deve essere redatto nel pieno rispetto dei limiti previsti dall'art. 28 del CCNL 21.05.2018 ed in particolare modo deve esplicitare che il n. di turni di SPD pro/capite in ciascuna UU.OO. e/o servizio non superi il numero max di 6 al mese.

La predisposizione del piano costituisce la premessa sulla cui base deve essere organizzato il servizio così da evitare che di esso ci possa essere un uso irregolare e distorto.

Solo in quanto siano state periodicamente esaminate le necessità e le urgenze è di fatto possibile regolamentare in maniera corretta il SPD ed è possibile valutare se la regolamentazione scelta è rispondente a tali esigenze tenuto conto degli organici e dei profili professionali coinvolti.

Il fatto stesso che nel CCNL sia stata prevista la redazione di un piano annuale evidenzia come sia ritenuto essenziale, ai fini propri della strutturazione del servizio, un esame periodico della situazione delle urgenze che, per effetto di una serie di circostanze, tra cui la variazione degli organici, può rivelare evoluzioni o cambiamenti.

Infatti la dotazione organica del personale che opera nelle UU.OO. e/o servizi deve essere commisurata al rispetto del comma 11 art. 28 CCNL 21.05.2018: “ Di regola non potranno essere previste per ciascun dipendente più di 6 (sei) turni di P.D. mensili”.

Il limite di 6 turni al mese di P.D. non può essere derogato facendo appello al comma 14 del succitato art. 28 “ le aziende potranno valutare eventuali ulteriori situazioni in cui ammettere la P.D. in base alle proprie esigenze organizzative.


Il comma 14 in oggetto va letto in relazione a quanto stabilito dai due commi 12 e 13 i quali individuano i dipendenti che possono svolgere la P.D. limitandoli agli addetti alle attività operatorie e nelle strutture di emergenza in quanto si verifichino eccezionali esigenze di funzionalità della struttura.

Il comma 14 prevede che aldilà di tali ipotesi possono verificarsi “ ulteriori” e diverse situazioni per le quali si rende necessario, in considerazione di particolari necessitò organizzative, estendere il SPD pertanto tale comma va riferito esclusivamente alle categorie che possono essere coinvolte.

Esso quindi nulla ha a che fare con le modalità, i tempi di svolgimento ed il numero di turni massimi pro/capite al mese consentiti del servizio che restano sempre e comunque per tutto gli enti coinvolti sul territorio nazionale quelli stabiliti dai commi 7 e 11.


Il piano di SPD è il documento finale di un processo di analisi che confronta:

  • le situazioni di emergenze verificatesi in ogni UU.OO. e/o Servizio, in base ai dati raccolti relativi al piano dell'anno precedente oltre alla proiezione/previsione per l'anno in considerazione

  • le risorse a disposizione, suddivise per tipologia, per affrontare tali emergenze.

Per le risorse umane la contrattazione collettiva nazionale pone dei vincoli inderogabili per la tutela dell'integrità psico-fisica dei lavoratori, quali; il numero massimo di 6 turni di P.D. al mese pro/capite ( di cui massimo due nei giorni festivi) la durata massima di 12 ore per turno.


Infatti il SPD, svolgendosi oltre e al di fuori dell'orario di lavoro, se non correttamente e legittimamente regolamentato nel rispetto del CCNL, impatta negativamente e pesantemente sulla salute e sulla vita privata degli operatori realizzando una invasione ed un esproprio del tempo pienamente disponibile ai lavoratori per sé stessi e la propria famiglia.

In funzione di quanto succitato la conclusione del processo di analisi e decisione, e quindi la redazione del Piano, non può esaurirsi in una serie di tabelle contenenti solo gli orari ed il personale coinvolto ma deve esplicitare ed evidenziare il rispetto dei vincoli posti dal CCNL.

L'azienda deve preventivamente fornire alle OO.SS. ed alla RSU tutte le informazioni necessarie e poi tenere in considerazione tutte le proposte e osservazioni da queste promosse per il Piano.

Inoltre l'azienda deve dotarsi di un regolamento (concertato con le OO.SS. ed RSU) che stabilisca sia i modi che gli strumenti attraverso i quali convocare il personale soggetto all'obbligo di reperibilità sia i tempi massimi concessi per il raggiungimento della struttura. Sarà necessario che vi sia una registrazione delle convocazioni per evitare possibili contenziosi giudiziari


Programmazione dei tempi di durata del SPD, riposo tra un turno di lavoro normale e un turno in SPD

Il SPD è limitato ai turni notturni ed ai giorni festivi ( comma 6). Due turni di P.D. sono prevedibili solo nei giorni festivi (comma 7) non è consentito quindi utilizzare il SPD per i giorni feriali diurni o frazioni di essi.

Nella prassi di molte aziende invece, il SPD viene programmato per l'intera giornata del sabato in tutte le aziende in cui ci sono UU.OO. e/o Servizi il cui orario di servizio è programmato su 5 gg. ( 7,12 ore al dì) il SPD, in quanto servizio di emergenza, non può essere programmato in parallelo con servizio istituzionale ordinario.

Posto quanto descritto dalla norma contrattuale il SPD di 12 ore non “ dovrebbe” essere programmato senza soluzione di continuità con il turno di lavoro normale ( pena la violazione del riposo giornaliero minimo di 11 ore art. 7 D.Lgs 66/2003).

Nella realtà molte aziende programmano turni della durata di 24-48 ore. Il caso più tipico è la copertura delle intere giornate di sabato e domenica.

In questo modo si contravviene anche al principio costituzionalmente garantito della libertà di espressione religiosa. Infatti l'obbligo di essere immediatamente reperibili e di raggiungere nel più breve tempo possibile la struttura impedisce la partecipazione alle funzioni religiose a cui si può partecipare alternativamente o il sabato o durante la giornata di domenica. Se una persona, comunque, tenta di partecipare alla funzione deve tenere il cellulare acceso, disturbare l'assemblea in caso di chiamata e lasciare la funzione religiosa.

Per ottemperare al disposto del D.Lgs. 66/2003 i turni di SPD devono essere programmati in modo tale che, in caso di chiamata, non sia mai interrotto il periodo minimo di riposo di 11 ore consecutive ogni 24, un interpello al Ministero del Lavoro ( 31/2007 del novembre 2007) enuncia che se il riposo è interrotto da una chiamata, il dipendente ha diritto a godere del riposo dal momento del termine del lavoro effettuato a seguito della chiamata.

Purtroppo il comma 10 disattende tale disposizione prevedendo la fruizione delle ore di mancato riposo bei successivi sette giorni, fino al completamento delle undici ore di riposo

Questo enunciazione imporrebbe alle aziende, che non possono conoscere in anticipo se il dipendente sarà o meno chiamato, a programmare i turni di lavoro normale seguenti a quelli di SPD dopo un intervallo di 11 ore. Poiché chi svolge SPD di norma lavora nei turni normali diurni ciò significa che il giorno seguente ad un turno di SPD il dipendente dovrebbe lavorare nel turno pomeridiano!


Note di estrema importanza sul lavoro frazionato

la Legge 133/2008 con l'art. 41 del D.L. 112/2008 ( convertito con modificazioni nella legge 133/2008) di fatto implementata nell’art 28 del CCNL 21.05.2018 apporta alcune modifiche peggiorative al D.lgs. 66/2003 in quanto viene meno il principio della consecutività del periodo di riposo giornaliero di 11 ore in ogni periodo di 24 ore di attività caratterizzate da regime di reperibilità ( art. 7 co.1 D.Lgs. 66/2003 come modificato dall'art. 41, co. 4 D.L. 112/2008) ove si aggiunge l'ipotesi relativa ad “attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati durante la giornata”


Servizio di PD in giornata festiva

il comma 6 dell'art. 28 prevede che il servizio di Pronta disponibilità < nel caso in cui esso cada in giorno festivo spetta un riposo compensativo senza riduzione del debito orario settimanale...>

In questi anni la giurisprudenza nazionale ha interpretato in modi diversi la norma in oggetto, in modo particolare, influenzata dal dedalo di Piani di SPD, più o meno legittimi, che le Ausl implementano all'interno delle UU.OO./Servizi interessati! Inizialmente in favore del lavoratore poi, in alcuni casi con Sentenza della corte di Cassazione, a favore delle Ausl!


Senza entrare nel merito giurisprudenziale si vuole evidenziare alcune “clausole” che aldilà della loro interpretazione autentica andrebbero interpretate usando il “ principio del buon senso” ovvero;


  1. nel caso in cui il SPD ( anche senza chiamata in servizio – P.D. passiva) cada in giornata festiva al dipendente spetta incondizionatamente una giornata di riposo compensativo! L'art. 28 comma 6 specifica ( a differenza di altri articoli del CCNL) che il dipendente debba chiedere il riposo compensativo! Gli spetta come gli spetta la retribuzione ( il lavoratore non deve chiedere la retribuzione per averla!!!) quindi il riposo compensativo andrebbe programmato in modo tale da < essere fruito di norma entro la settimana successiva in giorno concordato fra il dipendente ed il dirigente/coordinatore responsabile dell'U.O./Servizio avuto riguardo alle esigenze di servizio> senza che il dipendente avanzi specifica richiesta!

  2. Il monte/debito orario del dipendente per la settimana successiva dovrebbe ritenersi integro poiché il riposo compensativo costituirebbe il compenso non monetario per la messa a disposizione , per l'Ausl, delle proprie energie e la limitazione che questa determina nella vita privata del dipendente, che invece ha diritto ad un riposo settimanale pieno, incondizionato e quindi effettivo per poter espletare la propria personalità senza vincoli verso il datore di lavoro. E' comunque evidente che le 12 ore del turno di PD non costituiscono orario di lavoro, né per il calcolo del debito orario settimanale, né per i limiti posti per il lavoro straordinario. In realtà ha maggior fondamento l'approccio che tende ad evidenziare che il SPD non è riposo effettivo, infatti, per la limitazione che pone nel riposo feriale c'è l'indennità di PD, mentre per il riposo settimanale ( tutelato dalla Costituzione!) oltre all'indennità monetaria spetta, come maggiorazione festiva e indennità specifica per il mancato riposo effettivo settimanale, il giorno di riposo compensativo.


Quali le eventuali modifiche proponibili all'art. 28 del CCNL 21.05.2018 al fine di sottoscrivere un regolamento aziendale della Pronta Disponibilità?

Poiché l'indennità per SPD non è mai stata aggiornata dal 1990, è opportuno richiedere al tavolo negoziale che tale indennità sia rivalutata per tener conto della notevole perdita del potere di acquisto patita in più di 20 anni dal personale coinvolto. Il “rifinanziamento” andrebbe fatto creando un nuovo ed apposito fondo previsto solo ed esclusivamente per il SPD! Il CCNL attraverso l’art. 8 < contrattazione collettiva integrativa: soggetto e materie > al comma 5 lettera l) permette di incrementare l’indennità di pronta disponibilità


Si richiede che la Ausl stipuli apposite polizze assicurative kasco in favore dei dipendenti autorizzati a servirsi del proprio mezzo di trasporto, limitatamente al tempo necessario per il raggiungimento del luogo di lavoro ed il successivo viaggio di ritorno previo Delibera di autorizzazione del Direttore Generale.


Tenuto conto che il personale in SPD si trova costretto a tenere libera la linea telefonica di proprietà (fissa o mobile che sia!) e quindi per ottemperare all'obbligo di reperibilità, non può né ricevere da terzi né effettuare telefonate) si richiedere che l'Ausl fornisca, al personale programmato in servizio per ogni periodo di PD, idonea apparecchiatura telefonica atta a rintracciare il dipendente e a comunicargli la chiamata in servizio.


Si richiedere con urgenza la rideterminazione delle dotazioni organiche del personale delle UU.OO./Servizi individuate dal Piano Annuale per le emergenze affinché il personale in SPD possa fruire dei riposi previsti e non superi il numero massimo di 6 PD per mese. A questo proposito per disincentivare l'Ausl al mancato rispetto del CCNL si ritiene equo l' introduzioni di “penali pecuniarie” a favore dei dipendenti ( da definire in ambito di contrattazione decentrata!) in caso di superamento del numero massimo di 6 PD mensili.


Si richiedere che gli interventi di elezione in sala operatoria siano programmati in modo che quelli che presumibilmente richiedono maggior tempo non siano posizionati a fine turno dell'orario di servizio onde evitare di usufruire in modo improprio il personale posto in SPD.


Implementazione regolamento del' Istituto della Pronta Disponibilità presso la Ausl di Imola


  1. oggetto e scopo

l'oggetto del presente documento è l'applicazione dell'istituto della Pronta disponibilità ai sensi dell'art. 28 CCNL 21.05.2018.

L'obiettivo è quello di fornire una regolamentazione omogenea all'interno delle strutture organizzative aziendali rispondente alle esigenze e finalità espresse dalle strutture medesime.


  1. premessa

L'istituto della P.D. viene utilizzato limitatamente ai casi in cui è strettamente necessario, in relazione a:

  • obbligo di garantire interventi diagnostico-assistenziali urgenti e non programmabili;

  • necessità di assicurare la funzionalità organizzativa o tecnica delle strutture.

Il servizio è di norma caratterizzato dall'immediata reperibilità del dipendente e dall'obbligo per lo stesso di raggiungere la struttura nel tempo e nelle modalità previste dal presente regolamento.

Annualmente l'Azienda, tramite la DIT ( Direzione Infermieristica Tecnica), il Dipartimento di Sanità Pubblica e il Dipartimento Tecnico, predispone e presenta alla delegazione trattante entro il 31 gennaio, il Piano Annuale della P.D. per garantire la continuità assistenziale e per affrontare le situazioni di emergenza sia di natura clinica che organizzativa. Individua le unità operative ed i profili necessari per l'erogazione delle prestazioni nei servizi e nei presidi, per turni notturni e per le giornate festive. Allegato ( tabella riportante il piano annuale SPD al 01.01.)

fino all'approvazione del nuovo piano annuale persiste la vigenza del piano relativo all'anno precedente.


  1. Responsabilità

Sono tenuti a svolgere il servizio di P.D. di norma solo i dipendenti addetti alle attività operatorie e nelle strutture di emergenza (comma 12) .

E' consentita la P.D. per eccezionali esigenze di funzionalità di servizio anche al personale del ruolo tecnico della categoria B e Bs ed al personale del ruolo sanitario categoria D e Ds anche con funzioni di coordinamento. (comma 13)

Il personale del ruolo sanitario a tempo parziale orizzontale, limitatamente ai casi di carenza organica, può essere utilizzato per coprire turni di P.D. in turni proporzionalmente ridotti nel numero e in relazione all'orario svolto previo consenso del dipendente stesso nel rispetto delle garanzie previste dalle vigenti disposizioni legislative con particolare riferimento al D.Lgs 151/2001 e la legge 104/1992.

Il personale a tempo parziale verticale assicura i turni per intero nei periodo di servizio (art. 61 comma 6 CCNL 21.05.2018).

E' escluso dal servizio di P.D. il personale afferente al ruolo amministrativo.

E' fatto divieto di prestare turni di P.D. notturna alle lavoratrici madri dall'accertamento dello stato di gravidanza fino al compimento di un anno di età del bambino; ai lavoratori disabili che usufruiscono del beneficio della Legge 104/92. E' facoltà della madre lavoratrice richiedere la sospensione del turno notturno fino al terzo anno di vita del bambino.

A tal fine a richiesta della dipendente, fatte salve le valutazioni sulla funzionalità del servizio di appartenenza, possono essere esonerati dal servizio di P.D. notturna le lavoratrici madri con figlio minore di 3 anni, in alternativa il lavoratore padre convivente con la stessa, l'unico genitore affidatario di figlio inferiore ai 12 anni, la lavoratrice o il lavoratore che abbia a proprio carico un soggetto disabile ai sensi della L. 104/92 e s.i.m.

  1. contenuti

Modalità di applicazione

il dipendente attivato in chiamata in P.D. è obbligato a raggiungere la struttura nel più breve tempo possibile.

In relazione alle specifiche esigenze delle singole UU.OO. vengono individuate due tipologie di fasce orario: la prima che prevede come tempo massimo per raggiungere la sede di lavoro 30 minuti e la seconda con 60 minuti.

L'opzione dei 60 minuti è oggetto di condivisione con il Direttore ed il Coordinatore della' U.O. ed ulteriore autorizzazione da parte della Direzione Medica Presidio Ospedaliero e dalla Direzione Infermieristica Tecnica.

Di regola non possono essere previsti più di 6 turni mensili di P.D. per ciascun dipendente.

La P.D. ha durata 12 ore. Qualora il turno sia articolato in orari di minore durata, i quali, comunque, non possono essere inferiori alle quattro ore, l'indennità è corrisposta proporzionalmente alla durata, maggiorata del 10%.

Le P.D. per turni inferiori alle 6 ore, vengono autorizzate solo dopo l'impossibilità da parte dell'azienda di utilizzare i normali meccanismi di programmazione ordinaria del servizio.

Il contratto Nazionale di Lavoro – comma 6 art. 28 – stabilisce che qualora il turno cada in un giorno festivo, “ spetta un riposo compensativo senza riduzione del debito orario settimanalenonché, la relativa indennità contrattuale.

Pertanto, il dipendente che fruisce del riposo compensativo è tenuto, quindi, in ogni caso, ad effettuare le 36 ore ordinarie obbligatorie da distribuirsi nelle altre giornate della settimana lavorativa e, a concordare, da parte del lavoratore suddetto, la fruizione del riposo compensativo con il coordinatore/dirigente di struttura.

Tale modalità viene sperimentalmente adottata nelle strutture organizzative in cui l'articolazione oraria del turno richiesto in regime di P.D. sia pari alle 24 ore consecutive, attraverso la condivisione nella singola U.O. del personale ivi operante e definendo la nuova articolazione oraria funzionale all'organizzazione. Tale modello non deve richiedere incremento di personale e garantire il debito orario settimanale previsto per il dipendente.

Nei giorni festivi possono essere previsti due turni di P.D., fermo restando particolari situazioni di servizio che possono prevedere la necessità di copertura anche il giorni feriali.

La programmazione dovrà prevedere un'equa distribuzione dei turni di P.D. tra gli operatori.

Il servizio di P.D. lavorato in qualità di servizio effettivo viene computato nel calcolo delle 48 ore settimanali come media mensile.

Di norma il turno di lavoro svolto in regime di P.D. prevede un riposo successivo di almeno 6 ore.

E' possibile prevedere, in accordo con il Coordinatore/Dirigente di struttura, articolazioni orarie diverse in relazione all'impegno medio richiesto agli operatori nelle specifiche discipline oggetto di copertura attraverso turni di P.D.

Nelle strutture organizzative che presentano particolari criticità legate a carenze temporanee di organico o a situazioni quali: L. 104/92, lavoratrici madri con figli minori di tre anni, tipologie di part-time ecc...., possono prevedersi turni superiori di P.D. rispetto a quanto previsto contrattualmente.

Qualora la P.D. notturna determini un impegno attivo del dipendente, nella fascia oraria dopo la mezzanotte dello stesso giorno per un numero uguale o superiore alle 6 ore, i moduli organizzativi dovranno consentire un recupero orario nella stessa giornata. Le conseguenti modalità operative garantiranno il rispetto dei livelli minimi assistenziali definiti dalla Direzione Infermieristica Tecnica.


Modalità di richiamo in servizio

il dipendente è tenuto a comunicare il recapito telefonico sia fisso che mobile, nonché l'indirizzo di residenza o domicilio se non coincidente con il precedente alla propria struttura di appartenenza e alla portineria del Presidio Ospedaliero ................

Le eventuali variazioni, anche a carattere temporaneo, devono essere comunicate sia telefonicamente alla portineria, nonché tramite l'utilizzo dell'allegato modulo.

Con lo stesso modulo, annualmente, le strutture che garantiscono servizi di P.D. dovranno aggiornare il proprio elenco del personale reperibile e consegnarlo alla portineria.

L'attivazione dell'operatore in regime di P.D. avviene a cura del Dirigente responsabile di disciplina/settore specifico.

Il personale chiamato in servizio può usufruire gratuitamente di tutti gli spazi riservati al parcheggio auto presenti nell'area ospedaliera ad eccezione di quelli riservati ai disabili o ai mezzi di soccorso e di polizia. A tal fine l'operatore dovrà identificare il proprio mezzo con l'apposito tesserino rilasciato dalla Direzione Sanitaria.


Remunerazione e finanziamento

ciascun turno da diritto ad una indennità di Euro 20,66.

per turni inferiori alle 12 ore con un minimo di 4 spetta una indennità di Euro 1,89 oraria (maggiorazione del 10%)

in caso di chiamata l'attività viene computata come lavoro straordinario con le maggiorazioni previste ( diurno 15%, notturno o festivo 30%, notturno 50%) o a richiesta del dipendente in recupero ore.

Qualora il dipendente sia chiamato in servizio per motivi strettamente necessari alla funzionalità del servizio medesimo, con un numero superiore di turni di P.D. notturna e festiva su base mensile superiori a 7 compete un'ulteriore indennità pari a Euro 20,66.


Al personale sanitario che, oltre alla casistica suddetta, abbia avuto un impegno orario svolto in P.D. attiva (lavorata) pari o superiore alle 8 ore mensili, compete un'ulteriore elevazione dell’indennità di pronta disponibilità pari al 20%. (art. 8 comma 5 CCNL 21.05.2018)


Ai compensi di tale indennità si provvede con le risorse del fondo di cui all’art. 80 (Fondo condizioni di lavoro e incarichi)


  1. monitoraggio

semestralmente l'azienda presenta alla delegazione trattante, il monitoraggio della P.D. effettivamente svolta per valutare la gestione del piano comprensivo delle situazioni critiche